Dopo le opere di questi quattro grandi maestri, vi son da ammirare i quadri di Joanes, artista intimamente italiano, a cui il disegno corretto e la nobiltà dei caratteri valsero il titolo, benché profferito sotto voce, di Raffaello spagnuolo; non nell'arte, ma nella vita simile a frate Angelico, poiché il suo studio era un oratorio, dove si digiunava e facea penitenza, ed egli pure, prima di mettersi all'opera, andava a pigliar la comunione. Poi i quadri di Alonso Cano; i quadri del Pacheco, maestro del Murillo; del Pareja, schiavo del Velasquez; del Navarrate il Muto; del Menendez, gran pittore di fiori; dell'Herrera, del Coello, del Carbajal, del Collantes, del Rizi. Del Zurbaran, uno dei più grandi pittori spagnuoli, degno di star accanto ai tre primi, v'è poco. Di quadri d'altri artist

