Pedagogia della lumaca

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Pedagogia della lumaca È vero maestro non quello che ti dice qual è la strada da percorrere, ma colui che ti apre gli occhi e ti fa vedere le tante strade sulle quali puoi liberamente inoltrarti. G. Zavalloni Una guida piuttosto recente che mi sembra ci possa accompagnare a un ripensamento in prospettiva nonviolenta sia nelle relazioni sia negli apprendimenti, ossia nel fare scuola nella quotidianità, è la lettura del testo concreto e saggiamente visionario di Gianfranco Zavalloni La pedagogia della lumaca - Per una scuola lenta e non violenta. Sono pagine che, fuori da ogni risacca ideologica, provano a riprendere in mano uno per uno i momenti della vita scolastica, rileggendoli nella loro possibilità di essere meno segnati da logiche di produttività, efficienza, serialità ma al contrario dalla ricerca di ritmi di vita e lavoro più lenti, più dolci e più profondi; proprio come scriveva Alex Langer, ispiratore di Zavalloni in questo testo, la cui scomparsa proprio negli anni in cui muovevo i miei primi passi nei movimenti nonviolenti è rimasta impressa nel mio immaginario come capita agli incontri mancati, di poco. È un testo che esce dalla testa e dal cuore di un uomo che, prima maestro e poi dirigente scolastico, ha saputo riprogettare concretamente le scuole in cui ha lavorato, mostrando come una grande rivoluzione di atteggiamento educativo abbia poi condizioni assolutamente ordinarie e accessibili a ciascuno per essere realizzata. Dall’uso improprio delle schede fotocopiate a quello dei voti e della possibile/necessaria alternativa ad essi, dagli arredi ergonomici alle gite scelte con consapevolezza, il senso della ricreazione, i (non) compiti a casa, il numero di quaderni, e molto altro ancora… con questo impegno a pensare una scuola che sappia rallentare per entrare di più in contatto con se stessi ed essere presenti a ciò che si sta facendo; capaci di sbocciare, non solo i bambini, vorrei pensare, ma anche noi adulti, per i quali non dobbiamo mai perdere la speranza! In questa mappa viva che apre il libro è Zavalloni stesso, anche abile illustratore, che ci rappresenta le connessioni tra le scelte nei diversi ambiti della vita scolastica, permettendoci così di cogliere il senso unitario di un’idea di scuola dove tutto si tiene, in una coerenza educativa che dovrebbe essere sempre il primo indicatore della qualità del nostro lavoro.
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