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416 Parole

5 Mentre arrancava (perché i suoi fianchi dondolavano come chiglia in mare), mentre sbirciava (perché i suoi occhi, invece di posarsi direttamente sulle cose, vi gettavano uno sguardo obliquo che deprecava lo scherno e il disdegno altrui; era corta di cervello e lo sapeva), mentre s’aggrappava alla ringhiera per rimorchiare se stessa su per le scale o rullava di stanza in stanza, ella cantava. Strofinando il vetro del lungo specchio e adocchiandovi di traverso la propria figura dondolante, emetteva dalle labbra un motivo: un motivo che vent’anni prima aveva forse risuonato gaiamente su un palcoscenico o in una sala da ballo, ma che ormai, canterellato così da una vecchia custode senza denti e con la cuffia, perdeva ogni significato, diventava la voce stessa della stoltezza, della ridicola

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