CAPITOLO TREDICI Kelly Higdon sapeva che non sarebbe riuscita a tornare al lavoro in tempo, ma non le importava. Era uno di quei giorni in cui aveva un milione di cose da fare durante la pausa pranzo di un'ora. E poi… Nessuno tornava mai all’orario prestabilito. Lavorava in quel genere di posto dove alcune persone rientravano dalla pausa che puzzavano di Margarita o, come nel caso del suo superiore e della sua segretaria sposata, di sesso. Quindi, se avevano intenzione di rimproverarla per quindici minuti di ritardo, potevano anche baciarle il culo. E, comunque, detestava il suo lavoro. Voleva fare la giornalista, non scrivere annunci gonfiati per una società di telecomunicazioni. Era appena arrivata a destinazione per sbrigare l’ultima delle quattro commissioni che aveva incastrato in

