XVI. Nora cara, lascia ch’io venga a te vicino vicino e ti parli cuore a cuore come quando eravamo in collegio ed io versavo nell’animo tuo le mie titubanze, le piccole ansie, i lievi dispiaceri. Così; leggo nei tuoi occhioni profondi la simpatia, l’invito a confidenza, la promessa di conforto; e ti dirò tutto, tutto, tutto! Oh quell’operaio dalle mani bianche, la bella figura intelligente e l’aria da signore!... sì, sì tratto di lui; è lui che mi ha messo il turbamento in cuore; è per lui che dentro di me si agita una lotta che mi lascia infiacchita e dubitosa. Fu al letto di Trottolino ch’io mi trovai spesso con lui; fu là che mi parve d’indovinare attraverso quegli occhioni turchini d’una fissa profondità, un sentimento dolcissimo, che dà a la mia persona, fremiti di dolorosa dolcez

