XXVI. Dirrrin , dirrrin, dirrrrin! Il telefono. Presto. Ester si alza dalla poltroncina ove stava agucchiando e si mette ritta davanti all’apparecchio. «Pronti!….. Sei tu, Carlo?…... Che dici?..... Il signor Ruggeri viene a colazione? Lo hai invitato tu?…. Ester fa un atto di malcontento. «Perchè l’hai invitato? Sta a sentire un momento. «No, non sono contenta. L’inviti troppo sovente!.... Non vedi che mi fa la corte? Sta a sentire. «No; non mi piace che mi faccia la corte!... Non mi è punto simpatico questo tuo Sig. Ruggeri. E tu faresti bene a sgombrargli la mente da certe idee a mio riguardo!.... Ridi?.... Ma non rido io. No, non mi piace, non mi piace, non mi piace questo tuo amico! Ascolta e fa atti d’impazienza e di dispetto. «È un bravo giovinotto?.... onesto?.... ricco?

