5. La porta dell’altra cabina era aperta. Mable scivolò in una stanza in penombra simile a quella da cui era appena uscita. Aidan era a letto, parzialmente coperto da un lenzuolo cremisi. Spuntavano un braccio, una parte del torace, una gamba. Quando lei entrò si voltò dalla sua parte e socchiuse gli occhi. «Oh, fantastico» borbottò. «Non poteva tenerti lì, eh?». «A quanto pare no» rispose lei. Posò i suoi vestiti sulla scrivania, gemella di quella nell’altra cabina. «Non ti darò fastidio. Solo... quella porta è il bagno? Posso usarlo?». Aidan annuì due volte. Una decina di minuti più tardi Mable rientrò nella cabina, con i capelli umidi e il corpo avvolto in un asciugamano. Aidan seguì i suoi movimenti con gli occhi. Il modo in cui si pettinò sbrigativamente con le dita e con cui si

