Cara si era svegliata stesa sull’enorme petto di Trelon. Quel pisolino era proprio quello di cui aveva bisogno. Trelon aveva continuato a dormire persino mentre lei si sfilava con cautela dalle sue braccia. Dato che l’uomo aveva un aspetto tanto pacifico, lei aveva deciso di lasciarlo dormire. Aveva imparato molto tempo prima che non aveva bisogno di sonno quanto la maggior parte delle persone. Quando, negli anni trascorsi a casa, aveva cercato di costringersi a restare a letto, si era quasi ammalata. Aveva troppa energia e cercare di contenerla le provocava soltanto l’ulcera. In collegio, aveva fatto impazzire il personale docente e non coi suoi vagabondaggi notturni, fino a quando non avevano rinunciato a cercare di contenerla. Avevano cercato di chiuderla a chiave nella sua stanza; lei

