CAPITOLO VENTIQUATTRO Luanda stava incatenata alla parete di pietra nelle segrete di Re McCloud, entrambi i polsi e le caviglie legate con manette di ferro. Il corpo le tremava per la stanchezza, la paura e la fame. Si chiedeva come potesse essere che lei, una principessa, la primogenita di MacGil, si fosse venuta a trovare in una situazione del genere, caduta così in basso. Era difficile da concepire. Solo pochi mesi prima si era immaginata che la sua vita sarebbe stata così piena di gioia. Si era immaginata sposata a un principe della famiglia McCloud e aveva creduto di poter diventare regina di quel regno. Ora invece era lì, una prigioniera nella sua stessa corte, trattata come una criminale, o forse anche peggio. Re McCloud era una creatura malvagia, la feccia dell’umanità. Non aveva

