Ariel guardò silenziosamente fuori dalla finestra degli appartamenti di Mandra, accarezzando la piccola creatura striata che aveva trovato prima mentre tornava a casa passando per il giardino. Si era fatto buio e nel cielo lampeggiavano i fulmini. Aveva cominciato a piovere circa un’ora prima, ma il grosso del temporale sembrava concentrato sull’oceano. Le guardie avevano dato un’occhiata alla creatura da lei trovata e ringhiato, ma Ariel le aveva zittite e ordinato loro di stare indietro. La creatura era grossomodo delle dimensioni di un procione terrestre, ma somigliava più che altro a un gerbillo. Aveva piccole orecchie rotonde sui lati della testa, enormi occhi neri dalle ciglia lunghe e strisce arancioni e nere. C’era un lungo taglio sulla sua zampa posteriore e diverse ferite da pen

