CAPITOLO XXV-2

2172 Parole

«Bada bene, o Sancio, che io ti giuro per quel medesimo, per cui giurasti tu stesso, che tu hai il più corto intendimento di ogni altro scudiero del mondo. È possibile che in tanto tempo che con me vieni girando, non ti sia persuaso che tutte le cose dei cavalieri erranti che sembrano chimere, cose fantastiche e pazzie o cose fatte a rovescio, non sono poi tali in realtà, e soltanto lo appaiono perché le vicende che passano fra di noi sono regolate da una caterva d’incantatori che cambiano e sfigurano tutto quello che ci appartiene; e lo trasformano a loro capriccio, e secondo l’intenzione che li muove: di favorirci o di annientarci? Questa è la ragione per cui quello che a te sembra il bacino di un barbiere a me pare l’elmo di Mambrino, e altrui apparirà altra cosa, e fu un esimio provved

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