Stando una notte nella mia stanza con una sola cameriera, senza che io sapessi immaginar il come, e nonostante ogni riguardo preso e di ogni scrupolosa precauzione, nella solitudine e nel silenzio del mio ritiro, me lo vidi comparire dinanzi. Riavuta ben presto dallo stupore in cui mi fece cadere quell’improvvisa apparizione, mentre egli con dolci parole accompagnate da lacrime e da sospiri cercava di acquistar fede alle sue fallaci proteste d’amore, raccolsi gli smarriti miei spiriti, e con quanto coraggio era in me gli dissi: “Se come, o signore, mi trovo fra le vostre braccia, fossi tra le zanne di un fiero leone e non potessi liberarmene se non a condizione di far cosa contraria alla mia onestà, già non sarebbe possibile che io m’inducessi a commetterla. Sono vostra vassalla, non però

