7.

644 Parole
Solita ora, solito posto. È ormai una settimana che io e Camelia ci incontriamo qui. Alla solita quercia. I primi giorni, sono stati per lei imbarazzanti, ma piano piano abbiamo iniziato a prendere confidenza. "Sei in ritardo oggi." Le dico,sentendo arrivare il suo profumo. "Non sapevo avessimo un appuntamento." Mi risponde. Mi volto verso di lei e anche oggi è di un bellezza disarmante. È semplice, casta, mai volgare. "Hai ragione. Dovremmo rimediare non credi?" Arrossisce all'istante. "Non saprei... Io.." "Posso offrirti un caffè in quella caffetteria laggiù? " Rialza lo sguardo. Li vedo. Li vedo gli ingranaggi della sua testolina. Oh piccola e dolce Camelia. Non puoi sfuggirmi ormai. La continuo a guardare mentre aspetto una sua risposta. "Va bene. " "Bene. Andiamo. " Ci incamminiamo insieme verso il locale che sta dall'altra parte della strada. Appena arriviamo apro la porta e la faccio passare. "Dopo di te. " "Grazie. " Mi dice, in quello che sembra più un sussurro. Ci accomodiamo ad un tavolo. Non c'è molta confusione oggi. E lo preferisco. Detesto i posti affollati. Non mi piace stare troppo a contatto con le persone. Eccetto la creatura davanti a me. "Non ero mai venuta qui." La guardo. "Davvero?" Fa di si con la testa. "Sono felice di essere io allora il fortunato." Arrossisce. Lo fa spesso quando è in imbarazzo. "Camelia?" "Mhmh" "Scusami non volevo imbarazzarti. " Mi guarda con quegli occhi da angelo. E non posso fare altro che ripetere a me stesso quanto lei sia perfetta. "No..uhm..non d-evi. S-on-o io che s-on-o tr-,opp-o t-imida. " Le rivolgo un sorriso sincero, come quello che lei sta facendo a me. "Mi piace la tua timidezza. Ti rende diversa dalle altre. " Il suo sguardo è fisso su di me ed io devo fermarmi dal prenderla e baciarla. Perché lo desidero così tanto. Da così tanto tempo. "Grazi-e." "Prego."Le dico nel frattempo che la cameriera arriva per prendere le nostre ordinazioni. "Per me un caffè lungo macchiato, per te?" "Oh sì, uhm per me un caffè nero con zucchero. " La ragazza segna tutto e se ne va,non prima di avermi squadrato dalla testa ai piedi. Ma a me non interessa. "Cosa fai nella vita?"Mi chiede. "Scrivo, principalmente. " "Davvero? " "Sì. E tu? "Le dico. Ma tanto io so tutto di lei, ma se lei lo sapesse scapperebbe a gambe levate da me. "Beh io, lavoro tre volte a settimana qui,alla casa di riposo. " "Non studi?" Le domando nello stesso momento in cui arrivano le nostre ordinazioni. "No, non posso permettermelo. " Abbassa lo sguardo mentre mi dice queste cose. Come se si vergognasse. "Ti piace leggere a quanto ho visto. " Cambio argomento cercando di metterla di nuovo a suo agio. Non voglio che si vergogni con me. "Sì, molto. Anche a te. " "Sì,in effetti. Lo trovo terapeutico. " "Anche per me è così. Tu cosa scrivi?" "Tutto. E niente. " "Uhm...sei misterioso." Rido perché il modo in cui l'ha detto mi fa sorridere. "Mi piace essere scoperto. Più che dire io stesso." "Quindi vuoi che sia io a scoprire qualcosa di più su di te?" La fisso penetrante. Dio solo sa quante cose vorrei farti scoprire Camelia. Ma non ho fretta. "Se tu lo vorrai si. " Arrossisce di nuovo. Poi il suo sguardo ricade sul grande orologio del locale che è appeso alla parete davanti a lei. "Oddio è tardissimo!! Scusami io..io devo andare!! Ho già sforato la mia pausa. " "Non preoccuparti. Va pure." "Quanto ti devo?" Sollevo un sopracciglio. "Nulla" "Ma.." "Stai facendo tardi Camelia. " "Grazie Owen. Ci vediamo domani. " Sorrido,perché mi fa piacere che lei abbia anche solo pensato al fatto che ci rivedremo domani. Anche a lei piace passare il tempo con me dopotutto. Sorseggio il mio caffè, sperando che la giornata passi in fretta e venga presto domani.
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI