41 Il caldo era opprimente già di prima mattina. Elena Macchi si stava dirigendo a piedi verso l’ufficio di Torrisi presso la questura in piazzale Libertà, che distava poche centinaia di metri da casa sua. Avrebbe voluto prendere l’auto solo per godere un po’ dell’aria condizionata che sapeva non ci sarebbe stata nell’ufficio del commissario. Torrisi soffriva infatti, da qualche giorno, di una forma violenta di tracheite, causata – così gli aveva detto il medico – proprio dagli sbalzi di temperatura tra l’esterno e gli interni degli uffici. Nel percorrere quella breve distanza, il P.M. avvertì immediatamente i piedi gonfiarsi. Non sopportava quel clima caldo umido. Anche le dita delle mani erano gonfie, mentre impugnava il manico della ventiquattrore in una e il quotidiano che aveva ap

