CAPITOLO TRENTAQUATTRO Ceres colpì l’uomo che aveva pugnalato Tano con tutta la velocità e il potere che il suo sangue degli Antichi le donava. Colpì con tale ferocia che niente sarebbe stato capace di portarsi contro di lei. In qualche modo però l’uomo di fronte a lei riuscì a resistere all’attacco, parando e spostandosi, controbattendo e attaccando con la sua spada ricoperta di rune. Ceres dovette abbassarsi sotto a un fendente, colpendo a sua volta mentre lo faceva, ma solo per sentire la sua lama che rimbalzava indietro dall’armatura di cristallo che l’uomo aveva indosso. Colpì ancora, con una tale forza da incrinare uno dei cristalli, ma dovette ruotare per allontanarsi mentre il suo avversario rispondeva al colpo. Era veloce quasi quanto lei, e forte. Ceres allora lo aggredì con i

