Riccardo Lombardi
Il corridoio era un po' buio perché la lampadina era difettosa e avevo dimenticato di chiedere che me la sostituissero. Non vedevo l'ora di sculacciarle quel culo bollente.
Stava per uccidermi! Sarebbe sicuramente tutta colpa sua. Cerco di camminare il più velocemente possibile e, quando arrivo lì, resto lì ad aspettare che lei arrivi e poi le do una bella sgridata.
Non ci volle molto. Non si è nemmeno accorta che ero lì accanto a lei e mi ha urtato. La mia sirena era bellissima con i capelli sciolti, molto sexy. In quel momento ho capito che ero perso.
La mia bellissima sirena finisce per venire verso di me e io mi fermo davanti a lei senza che lei si accorga della mia presenza. Era molto distratta. Ed è allora che lei arriva e mi urta. Mi sono ricordato subito della prima volta che ci siamo incontrati, e poi è successo di nuovo.
- Stai bene? — Chiedo, con voce roca dal desiderio, quando la vedo cadere a terra con le gambe semiaperte, facendomi vedere quanto fossero meravigliose.
— Mi dispiace, sono finito nel posto sbagliato, potresti aiutarmi ad arrivare alla sala VIP? — mi chiede senza riconoscermi. Sento odore di alcol. Sapevo che aveva bevuto, ma aveva bevuto più del dovuto?
— Sei ubriaco? — Chiedo, già impazzendo con lei perché cammina da sola. Era molto ubriaca ed era molto facile per qualche mascalzone farle del male.
La sollevo da terra e le prendo di nuovo le mani, facendola stare in piedi.
- Credo di si! — Gioca col fuoco e non si accorge nemmeno che sono io. La guardo e vederla lì davanti a me, con le labbra semiaperte, che chiede la mia bocca su di esse, mi fa impazzire.
Ero umano e venivo tentato. Non riesco a trattenermi e la spingo contro il muro, appoggiando il mio corpo al suo per tenerla stretta. Il mio errore: mi ha fatto solo venir voglia di toccare di più il tuo corpo.
— Dovresti ricevere una bella sculacciata su quel tuo delizioso culo, Dona Gabriela — la avverto, pazzo di desiderio, e noto che è scioccata quando si rende conto che sono stato io.
Quindi pensava che fosse un altro uomo? Non sarebbe rimasta così, lei era mia! Anche se dovessi metterla sulle mie ginocchia e darle una pacca sul sedere, così capirebbe chi è il suo padrone.
— Oh, vuoi colpirmi? — la mia sirena mi stuzzica, e la sua audacia mi fa indurire il cazzo. E la premo più forte, facendola gemere, e finisco per gemere anch'io, ma in silenzio. Mi sono eccitato ancora di più quando ho sentito che il mio cazzo stava già rilasciando liquido pre-eiaculatorio.
— Non hai idea di quanto sei bella con quell'abito, sirena mia! — dico con voce roca, incapace di sopportarlo oltre. Avevo bisogno di sentire il tuo tocco. Passo sul tuo viso, ti do una leggera carezza e arrivo alla tua bocca. — Sei mio! Mi stai ascoltando? Mio! Te lo faccio vedere adesso: ti avverto, sono possessivo, e non riesco a trattenermi e finisco per baciarla, mostrandole con quel bacio quanto mi ha commosso. Era così bello che gemevamo.
La sollevo con grande facilità e le metto le gambe intorno ai miei fianchi, inchiodando ancora di più la mia sirena al muro e facendola sussultare.
— Chi ha detto che sono tuo? — mi stuzzica e geme forte quando il mio cazzo colpisce l'entrata della sua figa.
— Te lo dico!
— Vuol dire che sei mio?
— Sì, sono tuo! — Confesso la verità.
Mi prende in bocca e mi bacia di nuovo così bene che mi fa gemere contro la sua bocca. La mia mano scende tra le sue gambe e lì sento la sua eccitazione. Il suo odore era così delizioso che non vedevo l'ora di assaggiarlo.
- Voglio te! — mi sussurra all'orecchio, tentandomi.
— Ti voglio anch'io! — Lo confesso. Le sue mani vagavano sul mio corpo, volevano toccarmi, e se lo avesse fatto sarei morto.
Dovevo portarla via da lì, per quanto volessi che restassimo lì insieme, non volevo che nessun uomo guardasse ciò che era mio, perché se l'avesse fatto avrei posto fine alla sua razza.
— Forza, mia cara, dobbiamo andarcene da qui! — dico guardandola, che mi passa le dita sulla bocca e dice, come se fosse scioccata:
— Pensi che io sia bella? — i suoi occhi erano annebbiati dalla passione, e allo stesso tempo sapevo che era fatta e forse non ricordava nemmeno cosa ci stava succedendo.
— Sì, Gabriela. Penso che tu sia la donna più bella, lo confesso, ed è la più pura verità. La mia bellissima sirena era la più bella del mondo, aveva una bellezza straordinaria che mi sedusse come mai prima.
— Wow… — sussurra. — Credo di stare sognando.
— No, non è vero! — rispondo con fermezza e la stringo tra le mie braccia.
— Hummmm… — geme, e io rabbrividisco quando sento la sua lingua passarmi sull’orecchio, cosa che mi fa quasi venire.
— Accidenti, Gabriela, non ce la faccio più! — dico, cercando di non cedere e finire per scoparla nel corridoio. Non era il posto giusto per noi, la prima volta. E nonostante avesse raccolto tutte le sue forze per non cedere alla tentazione, non servì a molto.
Le sue mani erano nei miei capelli, tiravano e mostravano quanto mi desiderava... Ed eccomi lì, pazzo di lei, malato come non ero mai stato per una donna prima.
La prendo in braccio e, proprio come stavamo facendo, la accompagno nel mio ufficio. Caro Signore, che lingua è questa? Lo giuro, sto cercando di comportarmi bene, ma non è facile.
Quando finalmente arriviamo in ufficio, la faccio sedere alla scrivania. Il suo vestito si è un po' alzato e mi viene da lamentarmi solo a immaginare cosa indossasse sotto.
Era nuda? Avrei un infarto se sapessi che sotto non indossa niente.
— Ricardo, a cosa stai pensando? — mi chiede curiosa.
— Stavo pensando a quanto sei bella seduta lì al mio tavolo — cambio argomento. Non le avrei chiesto se indossava o meno la biancheria intima, anche se la cosa mi stava uccidendo.
— Sei così bella lì davanti a me! — le mie battute sulla sirena, e ho visto sincerità nei suoi occhi, che mi mostravano anche quanto fosse assonnata.
Vado da lei e la prendo in braccio. La porto su un divano che era lì nell'ufficio e la avvicino. La stringo forte a me.
— Ricardo, devo andare! — dice, stringendosi già più forte tra le mie braccia. Appoggia la testa sul mio petto e mi accorgo subito che il suo respiro è molto lento e che sta dormendo. Finisco anche per arrendermi e dormire accanto alla mia sirena.
Mezz'ora dopo...