Arcadio Ivanovic avrebbe parlato ancora a lungo, ma Vassia lo interruppe. Egli si alzò sul letto, silenziosamente abbracciò Arcadio Ivanovic e gli diede un bacio. «Basta», egli disse con voce fioca «basta: lasciamo stare questo». E di nuovo voltò la testa verso la parete. «Dio mio», pensò Arcadio, «Dio mio, che cosa gli succede? Egli ha completamente perduto la testa, chi sa che cosa ha deciso: egli si rovinerà». Arcadio lo guardava disperato. «S’egli si ammalasse, pensava, sarebbe forse meglio. Colla malattia passerebbe la preoccupazione e poi si potrebbe alla meglio sistemare la faccenda. Ma che sto dicendo, Signore mio…» Intanto Vassia sembrava si fosse addormentato. Arcadio Ivanovic si rallegrò; buon segno, pensò. Egli si propose di restare seduto accanto a lui tutta la notte. Ma V

