Tonya trasse un sospiro di sollievo quando vide la svolta che dava sul vialetto della casa di Mike. Le dolevano le spalle per la guida difficile lungo strade tortuose con la visibilità quasi a zero. Ancora non sapeva come avesse fatto Ashure a vedere il cervo che attraversava la strada in tempo perché lei lo evitasse. Mise in folle e gemette sottovoce mentre si protendeva verso la chiave. Ashure si allungò a spegnere il motore. Tonya gli rivolse un sorriso esausto e appoggiò una tempia sul volante. “Avresti dovuto lasciar guidare me,” la rimproverò dolcemente l’uomo. Lei annuì a stento. “Potrai dirmi che sono troppo stupida per vivere dopo che mi avrai aiutata a scendere. Credo che mi si siano congelati i muscoli,” scherzò stancamente. “Ah, mio piccolo e cocciuto amore, tu mi spezzi il

