Prospettiva di Sarah Dio, qui dentro puzza. Arricciai il naso con disgusto, il corpo che tremava violentemente per l’umidità e la muffa della prigione sotterranea. Il materasso era coperto di macchie e rabbrividii guardandolo, con le ginocchia strette al petto e le lacrime che mi rigavano le guance. Dovevo essere uno spettacolo pietoso. Ero andata ben oltre il mio piano iniziale, ma dopo aver visto come Grant aveva reagito, la rabbia era esplosa dentro di me ed ero diventata meschina, desiderosa di colpire e ferire Jordan il più possibile e anche lui. Solo vedere il modo in cui la guardava, con gli occhi spalancati e pieni di dolcezza, un piccolo sorriso sulle labbra, mi faceva rivoltare lo stomaco. Non l’aveva superata. Chiunque poteva capirlo guardandolo. Si sentirono dei passi e alzai

