Sogni Infranti

1928 Parole

Prospettiva di Jordan Avevo dolori dappertutto. Il mio corpo mi faceva male in posti che non avrei mai pensato potessero farmi male. Trasalivo a ogni movimento. A un certo punto avevo dimenticato quel poco di dignità che possedevo e ora ero completamente coperta di fango, i vestiti in disordine, il viso rosso barbabietola per lo sforzo che avevo sostenuto. Una parte di me si chiedeva se mio padre avrebbe mai allentato la presa. Era stata la sessione di allenamento più lunga che avessi mai affrontato. Anche il volto di mio padre non cambiò mai espressione, il disprezzo che gli brillava negli occhi, il disgusto stampato in faccia. Un’apocalisse zombie sarebbe stata preferibile a ciò che mi aveva fatto passare. Datemi gli zombie qualsiasi giorno, pensai cupamente, almeno avevano la decenza

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