Gertrude la faceva venire spesso in un suo parlatorio privato, e la tratteneva talvolta lungamente, compiacendosi dell'ingenuità e della dolcezza della poverina, e nel sentirsi ringraziare e benedire ogni momento. Le raccontava anche, in confidenza, una parte (la parte netta) della sua storia, di ciò che aveva patito, per andar lì a patire; e quella prima maraviglia sospettosa di Lucia s'andava cambiando in compassione. Trovava in quella storia ragioni più che sufficienti a spiegar ciò che c'era d'un po' strano nelle maniere della sua benefattrice; tanto più con l'aiuto di quella dottrina d'Agnese su' cervelli de' signori. Per quanto però si sentisse portata a contraccambiare la confidenza che Gertrude le dimostrava, non le passò neppur per la testa di parlarle delle sue nuove inquietudini

