L’aretino Pietro, convinto di allietare gli ospiti e stimolare la loro libidine, si era portato vicino al suonatore e aveva iniziato a declamare i suoi sonetti lussuriosi, approfittando del ritmo della musica. Fottiamoci, anima mia, fottiamoci presto perché tutti per fotter nati siamo; e se tu il cazzo adori, io la potta amo, e sarìa il mondo un cazzo senza questo. E se post mortem fotter fosse onesto, direi: Tanto fottiam, che ci moiamo; e di là fotterem Eva e Adamo, che trovarno il morir sì disonesto. Intanto i commensali si erano gettati sul cibo, ingurgitando tutto quello che gli capitava a portata di mano, senza risparmiarsi nel tracannare vino. Ben presto la maggior parte dei presenti sarebbero stati alticci, se non ubriachi, e pronti ad assalire ben altri tipi di carn

