CAPITOLO 43

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CAPITOLO 43 L’eco nella Forza era sempre più vicina. Hope aveva percorso quasi cinquecento arn. Aveva attraversato corridoi con le pareti alte come i templi di Akiah, superato stanze circolari da cui si diramavano altre vie, e varcato portali che si aprivano magicamente al suo passaggio, come se la nave ormai la ritenesse parte dell’equipaggio. Non ricordava la mappa. L’aveva vista per un solo istante dopotutto, ma non le importava, perché si era convinta di avere tutto ciò che le occorreva per trovarlo. Se chiudeva gli occhi, nel buio della sua mente, una luce la chiamava a sé. Era una visione informe, ma emetteva un bagliore simile all’oro fuso. E si espandeva e contraeva, pulsando come un gigantesco cuore. Hope era convinta che quella luce che la guidava fosse Sorran stesso, ansioso

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