CAPITOLO 20

1732 Parole

CAPITOLO 20 Per quanto mi sforzassi le cose avevano smesso di muoversi al mio volere. Ogni tanto riuscivo ancora a sollevare piccoli oggetti, ma dovevo faticare tanto. Il dolore per la ferita incorporea si era attenuato, quasi non ricordavo più com’era quella parte che mi era stata strappata. Anche le voci che mi avevano sempre accompagnato, un miscuglio di pensieri e sussurri dal mondo etereo, erano praticamente svanite, lasciando spazio ai suoni meravigliosi che ornavano la mia nuova casa. Mi piaceva il suono del vento che imbrigliava le larghe foglie degli alberi. Il pigolio melodioso dei roditori alati che volavano sempre in coppia da un ramo all’altro. Il rumore dell’acqua quando pioveva e si riversava negli scoli di pietra riempiendo le giare di filtraggio. Mi piaceva persino lo sc

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