CAPITOLO 8

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CAPITOLO 8 Lei era luce. Mondi, stelle e galassie turbinavano attorno al suo cuore incandescente in un vortice eterno e spaventoso. La sua coscienza poteva vedere ovunque, nel più piccolo anfratto, all’interno delle particelle subatomiche e assistere alla fugace persistenza di ogni possibilità quantica. Oppure poteva espandersi e contenere l’infinito stesso, osservare e comprendere l’universo che in realtà “non era”. Era circondata da tutto e allo stesso tempo circondava ogni cosa. Poi all’improvviso, uno squarcio straziò la matrice e il tempo penetrò nel suo mondo distruggendolo. Il grembo che l’aveva accolta si aprì e, come una bolla d’aria liberata da una conchiglia sul fondo dell’oceano, cominciò a risalire verso la superficie. Hope riaprì gli occhi. Inspirò l’aria tiepida a pieni po

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