CAPITOLO 13 Un panorama spettrale li circondava. Alte colline di roccia traslucida svettavano verso l’alto. Le guglie affilate come rasoi sembravano voler squarciare la fitta coltre di nubi che celava il firmamento. Dopo che la terra aveva smesso di tremare, l’occhio del ciclone si era spostato a sud dandogli tregua, ma un amalgama di sabbia continuava a tormentarli turbinando in folate violente. Hope si accorse che Sparky aveva abbassato sugli occhi le lenti protettive integrate nel cappuccio. Ogni tanto l’uomo si percuoteva la gamba destra, forse indolenzita o in preda ai crampi. «Perchè mai sei atterrato così distante da dove ti trovavi?» chiese Hope. «L’Impero controlla questo pianeta con decine di satelliti. Io li conosco tutti, e sapevo qual era la zona d’ombra per non farmi becca

