Con un ringhio profondo, corse in aiuto di Toya. Afferrando Yohji da dietro, lo sollevò in aria e percepì l’odore della magia dei vampiri. Vide che i canini di Yohji si erano allungati di qualche centimetro e le sue iridi erano quasi rosse. «Di’ al tuo padrone di trovare qualcun altro con cui combattere.» ringhiò Kotaro, lanciando Yohji contro il muro. Sorrise soddisfatto quando il ragazzo colpì il muro di mattoni e scivolò a terra, senza muoversi. «Ce l’avrei fatta da solo.» esclamò Toya, alzandosi in piedi e sistemandosi ciò che era rimasto della sua camicia. Kotaro si smosse i capelli scuotendoli, poi vi passò una mano per scrollarli dalla terra e dai residui di erba. Toya rabbrividì mentre osservava la guardia giurata. Con i capelli sciolti, coperto di sangue e quasi senza camicia,

