27. La nave, di nuovo

1500 Parole

L’automobile sfrecciava sulla strada verso il porto. Joridey chiacchierava non stop, Quarin aveva acceso lo stereo e fischiettava mentre la musica andava. Sembrava di buonumore. Ogni tanto li guardava dallo specchietto e sorrideva. ‘Ma che c’avrà da ridere?’ pensava Regina, accigliata. ‘Forse è contento per Joridey...’ Vista la sua espressione, Quarin credette doveroso rassicurarla: “Regina, non devi aver paura di quell'idiota di Barska, non lo incontrerai neppure, l’ho sistemato!” sogghignò, e tornò a fischiettare. Lei gli osservò le mani posate sul volante: erano spellate. Doveva averlo conciato male. Quando furono in vista della nave, vide un elicottero avvicinarsi e posarsi sulla piattaforma più alta dell’imbarcazione. “Ah, mamma e papà sono arrivati!” esclamò felice Joridey.

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