Il cabalista Hans Weinland Il nostro professore di metafisica Hans Weinland era quello che i cabalisti definiscono un archetipo, alto, magro, la carnagione plumbea, i capelli rossi, il naso adunco, gli occhi grigi, il sorriso ironico stampato sulle labbra, sormontate da lunghi baffi alla prussiana. Suscitava lo stupore di tutti noi con le evoluzioni della sua logica, con i suoi argomenti concatenati, con i suoi lineamenti beffardi, taglienti, che gli venivano naturali così come le spine su un cespuglio di rovi. In barba a tutte le tradizioni universitarie, questo tipo originale portava normalmente un grosso cappello svasato con una piuma di gallo, una redingote chiusa con alamari, pantaloni molto larghi e stivali alla russa ornati da piccoli speroni d’argento, il che gli conferiva un as

