IIIHussein allora parlò: «Fratelli! La nostra tribù è ricca di tutto fuorché di leggi! Per avvicinarmi il più possibile, nel caso concreto, alla giustizia che ignoro, decido che il raccolto, che diede luogo al litigio, sia diviso in parti uguali fra i duecontendenti. Acché in avvenire i nostri giudici possano evitare anche la piccola ingiustizia da noi quest'oggi commessa, la tribù invii un suo membro a studiare l'organizzazione dei popoli che vivono da secoli nell'assetto che noi conosciamo soltanto da anni. Costoro hanno certamente leggi che regolano i diritti di chi lavora e di chi possiede».
Tutti consentirono. Avevano capito che la tribù doveva creare la propria giustizia.
Hussein disse ancora ai querelanti le generose parole:
«Uno di voi due è stato oggi tradito dalla tribù che gli doveva la giustizia esatta. Non vi dolga! Forse il vostro litigio sarà ricordato con riconoscenza dai posteri».