La vita non è più nient’altro che il ripetuto soddisfacimento di un desiderio continuo, l’anima non è più che la vestale incaricata di alimentare il sacro fuoco dell’amore. Spesso, dopo che la notte era scesa, andavamo a sederci sotto il boschetto che stava dietro la casa. Lì ascoltavamo le allegre melodie della sera, pensando tutti e due all’avvicinarsi del momento che ci avrebbe messi, fino all’indomani, l’uno nelle braccia dell’altra. A volte restavamo a letto tutta la giornata, senza nemmeno lasciare che il sole entrasse nella nostra stanza. Le tende erano ermeticamente chiuse, e il mondo esterno, per un attimo, smetteva di esistere per noi. Solo a Nanine era consentito di aprire la nostra porta, ma unicamente per portarci i pasti; li consumavamo senza alzarci, inframmezzandoli contin

