Capitolo XXIIIAiuto, signori, aiuto, qui c’è un pesce impigliato nella rete come i diritti di un povero diavolo nella legge. Pericle di Tiro L’avanzare della bella stagione era ormai rapido dopo gli inizi incerti e tediosi. I giorni erano uniformemente miti e le notti, benché fresche, non più incrudelite dal gelo. Il caprimulgo fischiettava le sue malinconiche note all’orlo del lago e gli stagni e i prati esalavano la musica di migliaia di abitatori. Le foglie del pioppo indigene tremolavano nei boschi, i fianchi della montagna perdevano l’aspetto scuriccio a mano a mano che i vivaci colori dei vari abitatori della foresta mescolavano le loro sfumature alle tinte permanenti dell’abete e del pino, e perfino i germogli della quercia tardiva si gonfiavano della promessa dell’estate vici

