Capitolo XXIXCorre voce che egli abbia un sacco di tesori Timone d’Atene Quando Marmaduke Temple e suo cugino varcarono a cavallo il cancello del maniero, il padre era ancora troppo commosso dai più dolci sentimenti della natura umana per inclinare a discorrere. D’altra parte Richard sfoggiava un’aria di importanza che non avrebbe ammesso una conversazione qualunque senza grave infrazione delle regole della logica; sicché i due cavalieri proseguirono per la loro strada, per più di un miglio, in profondo silenzio: a mano a mano però la tenera espressione dell’affetto paterno dette luogo alla solita sfumatura mista di umorismo e di benevolenza che illuminava tutta la fronte del giudice. «Ebbene, Dickon», disse, «poiché mi sono affidato finora così implicitamente alla tua guida, credo di a

