Il Bruno: «Dio ci scampi e ci liberi! Questo è il diritto del più forte! Certo che il recensore meritava le bastonate, appunto perché si lasciava bastonare. Ma ritorniamo al mio critico. Erano passati alcuni anni, e da un pezzo avevo abbandonato la direzione di quel teatro, allorché il critico mi fece scoprire uno strano caso. E con quanto mio stupore! Era un uomo serio, piuttosto anziano, uno dei primi funzionari del luogo, che io stimavo moltissimo, che spesso m’invitava in casa sua, e spesso si compiaceva di venire da me, la cui intelligente conversazione mi ristorava, specialmente perché con me non parlava mai di questioni teatrali. Non potevo supporre neanche lontanamente che l’amico fosse un ardente ammiratore, un ferrato conoscitore dell’arte drammatica, al punto che non mancasse ma

