Capitulo 13

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Capitolo 13: Il pranzo dei lupi IL PUNTO DI ALAYA Mi sono svegliato con un peso sul petto. Nessuno che possa essere nominato. Era come se l'aria stessa di quella villa fosse satura di minacce silenziose. La villa era bellissima, sì. Grandioso. Ma niente era più terrificante di una prigione dorata. E oggi avrei dovuto sedermi allo stesso tavolo del mio carceriere. La sala da pranzo era enorme. Il soffitto decorato con antichi affreschi italiani, lampadari di cristallo appesi come gioielli e un lungo tavolo di legno scuro, abbastanza grande da ospitare venti ospiti. Ma stamattina eravamo solo in quattro. Me. Santino. Suo fratello Luca. E una manciata di guardie, in piedi, con i fucili incrociati sul petto, con lo sguardo assente ma pronte a balzare. Rimasi seduta in silenzio, con

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