“E rimani con me, diavolo!”. Stettero così, con le mani unite, come Efix li aveva veduti uscire dalla caserma di Fonni, e pareva aspettassero ch’egli parlasse, sfidandolo un poco: trasse quindi l’involtino delle monete raccolte in quel giorno, e dopo averlo fatto dondolare davanti a loro, guardandoli e sorridendo, lo lasciò cadere in mano al cieco vero e se ne andò. Libero! Ma aveva l’impressione fisica di tirarsi ancora addietro i compagni, e si dava pensiero di loro. Camminò tutta la notte e tutto il giorno seguente, giù lungo la vallata dell’Isalle, finché arrivò al mare. Là si gettò a terra, fra due macchie di filirea, e gli parve d’esser tornato al suo paese dopo aver compiuto il giro del mondo. Ma nel sonno rivedeva il cieco, curvo su se stesso, con le labbra livide semiaperte su

