Un grido che aveva qualche cosa di beffardo attraversò il silenzio del ciglione, sopra i due uomini, e Giacinto balzò sorpreso credendo che qualcuno avesse ascoltato il suo racconto e lo irridesse: ma vide una piccola forma grigia lunga, seguita da un’altra più scura e più corta, balzare come volando da una macchia all’altra intorno alla capanna e sparire senza neppur lasciargli tempo di raccattare un sasso per colpirla. Anche Efix s’era alzato. “Son le volpi”, disse sottovoce. “Lasciale correre: fanno all’amore. Sembrano folletti, alle volte” riprese mentre Giacinto si buttava di nuovo per terra silenzioso. “Hai veduto com’eran lunghe? Mangiano l’uva acerba come diavoli...” Ma Giacinto non parlava più. Ed Efix non sapeva cosa dire, se pregarlo di riprendere il racconto, se confortarlo,

