Capitolo 9-2

612 Parole
Dopo essermi fatta una doccia veloce ed aver lavato i denti, scendo giù per colazione. Beth dev’essere già stata nella mia stanza perché c’è un’altra pila di vestiti puliti. Un costume da bagno, un paio di infradito e un altro prendisole. Beth è in cucina, così come le frittelle di cui avevo sentito l’odore prima. Al mio ingresso, mi sorride; la tensione di ieri è apparentemente scomparsa. "Buongiorno" dice allegramente. "Come ti senti?" Le rivolgo uno sguardo incredulo. Sa cosa mi ha fatto Julian? "Oh, sto benissimo" dico con sarcasmo. "Bene." Sembra trascurare il mio tono. "Julian temeva che fossi un po’ dolorante questa mattina, così mi ha lasciato una crema speciale da darti per ogni evenienza." Lei sa. "Come fai a vivere con te stessa?" chiedo, sinceramente curiosa. Come può una donna stare a guardare un’altra donna che subisce abusi in questo modo? Come può lavorare per quest’uomo crudele? Invece di rispondere, Beth mette una grande frittella soffice su un piatto e me la porta. C’è anche una fetta di mango sul tavolo, accanto a una bottiglia di sciroppo d’acero. "Mangia, Nora" dice, non senza cattiveria. Le rivolgo uno sguardo amaro e mi concentro sulla frittella. È deliziosa. Credo che abbia aggiunto le banane alla pastella perché sento la dolcezza. Non ho nemmeno bisogno dello sciroppo d’acero, anche se aggiungo un paio di fette di mango per migliorarne il sapore. Beth sorride di nuovo e torna a svolgere varie faccende in cucina. Dopo la colazione, esco di casa ed esploro l’isola per conto mio. Beth non mi ferma. Trovo ancora scioccante che mi lascino vagare in questo modo. Devono essere assolutamente certi che non ci sia alcun modo per fuggire dall’isola. Beh, voglio trovare un modo. Cammino senza sosta per ore sotto il sole caldo, fin quando le infradito che indosso non mi causano una vescica. Rimango vicino alla spiaggia, sperando di trovare una barca legata da qualche parte, forse in una grotta o in una laguna. Ma non trovo nulla. Come sono arrivata qui? In aereo o in elicottero? Julian ha detto ieri di aver inizialmente scoperto questo luogo durante un volo in aereo. Forse è così che mi ha portata qui, con un aereo privato? Non sarebbe un buon segno. Anche se trovassi l’aereo da qualche parte, come farei a farlo volare? Credo che sia almeno un po’ complicato. Ripensandoci, con il giusto impegno, potrei riuscire a capirci qualcosa. Non sono stupida e non ci vuole un genio per capire come pilotare un aereo. Ma non trovo l’aereo. C’è una zona erbosa e piana sull’altro lato dell’isola con una struttura in fondo, ma non c’è niente all’interno. È completamente vuota. Stanca, assetata e con la vescica che mi dà sempre più fastidio a ogni passo che faccio, torno a casa. * * * * "Julian è andato via un paio d’ore fa" mi dice Beth appena entro. Sorpresa, la guardo. "Che vuol dire che è andato via?" "Ha dovuto occuparsi di alcuni affari urgenti. Se tutto va bene, dovrebbe tornare tra una settimana." Annuisco, cercando di mantenere un’espressione neutra, e vado al piano di sopra in camera mia. Se n’è andato! Il mio aguzzino se n’è andato! Ci siamo solo io e Beth su quest’isola. Nessun altro. La mia mente cerca delle possibilità. Potrei rubare uno dei coltelli dalla cucina e minacciare Beth finché non mi mostra una via di fuga dall’isola. Probabilmente c’è Internet qui e potrei riuscire a entrare in contatto con il mondo esterno. Sono così emozionata che potrei urlare. Pensano davvero che io sia così innocua? Il mio comportamento mite finora gli ha fatto credere che continuerò a essere una prigioniera gentile e obbediente? Beh, si sbagliano di grosso. Julian è la persona di cui ho paura, non Beth. Con loro due su quest’isola, attaccare Beth sarebbe stato inutile e pericoloso. Ora, però, è un obiettivo raggiungibile.
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