CAPITOLO TRENTADUE A volte Riley odiava avere ragione. Stava osservando il corpo, deposto in un campo coltivato a circa sedici chilometri ad ovest di Ohlman. Era Nicole DeRose Ehrhardt, senza alcun dubbio. Un familiare rombo sopra la sua testa richiamò la sua attenzione, facendole distogliere lo sguardo dal corpo a terra. Sollevò gli occhi e in alto vide un elicottero, che si muoveva in circolo. Era chiaramente dell’FBI, e il pilota stava ovviamente cercando un punto su cui atterrare. Riley volse lo sguardo alle persone radunate sulla scena del crimine. L’Agente Huang era al telefono. Nonostante il rumore crescente, Riley lesse sulle sue labbra: “Sì, signore; sì, signore” ancora e ancora. Poi Huang si avvicinò al gruppo e disse a voce abbastanza alta da farsi sentire: “L’Agente Special

