CAPITOLO QUARANTADUE Riley odiava andare a Sing Sing. Solo il sottostare a tutti i protocolli di sicurezza era degradante ed umiliante. C’erano le perquisizioni, bisognava togliere ogni gioiello ed oggetto metallico, comprese le fibbie delle cinture; e poi i cani anti-droga. Almeno ci si ferma prima di una vera e propria perquisizione personale, pensò. Era arrivata ad Ossining, New York, prima dell’alba. Aveva pisolato nella propria auto, mangiato una ciambella per colazione, e poi aveva avvertito la struttura di Sing Sing della sua intenzione di voler vedere un detenuto. Aveva lavato e spazzolato i capelli, ma si sentiva ancora trasandata. In quel momento si stava chiedendo se avesse commesso un terribile errore a recarsi lì. Ma non poteva tornare indietro, non a quel punto. Dopo ave

