IV Quel sabato di metà di novembre ero a Torino. Dal divano guardavo fuori. Mi piaceva osservare le foglie ingiallite sugli alberi. L’ampio parco digrada verso il Po, e in tutte le stagioni posso ammirare alberi e piante, che si coprono di fiori a primavera e si spogliano in autunno. Da basso la serpentina del fiume che scorre calmo segna una linea di confine fra la collina e la città. Sembrava d’acciaio. Grigio cupo quello di una giornata senza sole. Mi piaceva guardarlo. In quello scorcio vedevo la mia città. Anche se ci vivevo poco. Volevo starci di più. All’improvviso ne ero attratta. Ripensai ad un episodio di anni prima. Quando ancora vivevo con i miei. Una discussione come tante altre fra loro, dove passavano il segno, parole grosse, porte che sbattevano, oggetti che cadevano. No

