Le foglie degli alberi lungo il Mardyke eran tutte mosse e susurranti nel sole. Passò una squadra di giocatori di cricket, giovanotti agili in magliette e giacchette di colore e uno di loro portava la lunga sacca verde degli archetti. In una tranquilla via laterale una banda tedesca di cinque suonatori con le uniformi scolorite e gli ottoni ammaccati suonava a un pubblico di monelli di strada e fattorini senza fretta. Una servetta con berretto e grembiale bianco annaffiava una cassettina di piante su un davanzale che risplendeva come una lastra di pietra calcare nel caldo splendore. Da un’altra finestra aperta all’aria giungeva il suono di un piano che, scala per scala, saliva fino alle note acute. Stephen camminava innanzi, al fianco del padre, ascoltando storie che aveva già sentito, ud

