Capitolo due Chance portò la sua chitarra nuova nella piccola aula e si sedette su una delle due sedie pieghevoli imbottite. La stanza era vuota, con l’eccezione delle sedie – una blu e una grigia – di due amplificatori per chitarre, di due leggii e di un pianoforte che era stato spinto contro la parete opposta alla porta. Il pavimento era coperto di moquette corta ed economica, mentre le pareti erano tappezzate di poster di rock star e occupate da strumenti vari. La stanza sapeva di vecchio, un odore come di polvere, muffa, metallo e pareti di cemento. Gli ricordava l’odore dei corridoi della sua vecchia scuola. Il che ci stava, dato che al momento Chance si sentiva uno studentello disorientato. Collegò la chitarra all’amplificatore e si sedette a guardare l’orologio. Erin entrò, ma no

