Non mi piace il luogo in cui sono finiti i suoi pensieri. In modo gentile le appoggio la mano sulla spalla e stringo leggermente. «Smettila, Elle». L’occhiata che mi lancia mi trafigge come un pugnale. «Solo perché l’abbiamo appena fatto», rispondo con rabbia mentre faccio cenno alla scrivania, «non significa che tu abbia il diritto di dirmi cosa devo fare». Che diavolo le prende? Ho una mezza idea di scaraventarle il culo sulla scrivania e scoparla fino a farle abbandonare quest’atteggiamento irriverente. So bene come scoparla. In modo lento e profondo. Cazzo, la tormenterei per strapparle un orgasmo dietro l’altro fino a farle smettere di stare così dannatamente sulla difensiva. Ho fatto un cavolo di errore, spalanco la porta ed esco il più in fretta possibile, lasciandolo indietro. C

