Capitolo 3

359 Parole
La bellissima ragazza di fronte a me alza lo sguardo. I suoi occhi incontrano i miei. Un brivido mi attraversa la schiena. Non mi sono mai sentito così ipnotizzato da uno sguardo prima d'ora. "Ditemi...signore..." La sua voce è dolce...piccola... "Dimmi...la madre superiora ti ha spiegato perché sono qui oggi?" "Sì signore..." Abbassa di nuovo lo sguardo. "Avvicinati..."le dico calmo. "Signor Zielinski..."prova a dire qualcosa la reverenda madre ma si zittisce subito. Il mio sguardo è di ammonimento. "Avvicinati Magdalena..."ripeto. La piccola donna si sposta e si muove lentamente verso di me. Mi è proprio di fronte adesso. Posso ammirarla da vicino. Dio, è perfetta. Il suo viso è pulito ed angelico. Il suo abbigliamento è... Beh su quello dobbiamo lavorarci. "Sei una suora?" Alza la testa verso di me. La sto prendendo in giro. Per come è vestita...ma lei non ha capito. "No signore.... Io...." "Stavo scherzando bambolina...."le dico avvicinandomi a lei. Indietreggia subito. Interessante. Strano comportamento. "Farai la domestica in casa mia. È un grande privilegio quello che ti sto dando...." Mi guarda confusa. "Di solito..."dico girandole intorno. "Le ragazze che escono da qui lavorano per me in altri posti...." Le sono di nuovo di fronte. È ancora più confusa. Non capisco. "In che senso signore?" Vuoi vedere che non sa nulla di quello che succede qui? Volto gli occhi in direzione della madre superiora,e dallo sguardo che mi rivolge capisco che è così. Magdalena non sa nulla. "Niente che le tue orecchie possano sentire Magdalena. " Arrossisce. E abbassa di nuovo lo sguardo. "Se sei pronta possiamo andare. " "Sì signore ...." Ubbidiente. Mi piace. "Reverenda madre,la ringrazio dello splendido regalo. Prometto che ne avrò cura...."dico lascivamente non staccando mai gli occhi da Magdalena. La madre superiora è spaventata. Sa chi sono. Sa cosa faccio. Sa come mi comporto. Ma non fiata. Mi supplica ancora un volta con lo sguardo di lasciarla stare. Di lasciarla lì con lei. Ma non posso acconsentire. Ormai, ho posato gli occhi su di lei. E difficilmente li sposterò verso qualcos'altro. "Arrivederci...." "Vi prego signor Zielinski...abbiate cura di lei..." Ma certo. Certo che ne avrò cura. È il mio obiettivo principale.
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