XVII. L’ingannoPer alcuni istanti Assad-ed-Din rimase ammutolito per la grande sorpresa; ma ben presto il risentimento per essere stato così ingannato dall’uomo in cui aveva più fiducia che in ogni altro ebbe il sopravvento e vinse il suo momentaneo stupore. Aveva respinto Fenzileh, l’aveva minacciata più volte quand’ella gli aveva parlato male di Sakr-el-Bahr, ma ora doveva riconoscere che ella aveva detto il vero, che il suo luogotenente era un traditore, che egli stesso, Assad, s’era fatto turlupinare da lui, e che c’era voluta la scaltrezza di Marzak per strappargli la benda dagli occhi. Lentamente il principe s’avanzò di tre o quattro passi sul ponte, seguito da Marzak, da Biskaine e da pochi altri; poi beffardamente domandò a sir Oliver: «Era questo dunque l’oggetto di valore?» E

