Erano le otto di sera e il capitano fece subito portare la cena, pensando che avessi digiunato troppo a lungo. Mi trattò con estrema cortesia e poté rendersi conto che non avevo l'aspetto d'un pazzo, né parlavo a vanvera e, quando fummo soli, mi chiese di raccontargli dei miei viaggi e per quale caso ero stato abbandonato in quel gigantesco cassone di legno. Mi disse che verso mezzogiorno, mentre guardava con il cannocchiale, l'aveva avvistato a grande distanza, prendendolo da principio per un veliero al quale avrebbe voluto accostare, dato che faceva un'analoga rotta, per comprare delle gallette di cui a bordo aveva ormai esaurite le scorte. Ma una volta scoperto l'errore, aveva messo in mare la lancia per sapere di che cosa si trattasse, e aggiunse che i suoi uomini erano ritornati spav

