Quinto giorno

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Quinto giornoDeserto del Sinai, ore 12.00 La prima a svegliarsi fu la Casoni, non riconobbe subito dov’era finita. La stanzina aveva le pareti di lamiera, era pulita e austera. Il caldo, però, era impossibile da sopportare. Si alzò da quel letto fatto di paglia e piume, poggiato su un terreno di roccia e polvere desertica ma, quando fece per uscire, un uomo le si presentò davanti facendole venire un colpo. Non capiva nulla di quello che le stava dicendo quell’individuo, ma non sembrava contento che lei uscisse da quella stanza, per cui si rimise seduta senza dire una parola. Che cazzo di posto è questo? Dove sono gli altri? Si chiese ancora frastornata. Gli altri erano in una baracca poco lontano da lei, ancora intenti a dormire. Quando Santini si svegliò si pose le medesime domande dell

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