Le fattezze, infatti, del volto dell’uomo apparivano proprio come quelle con cui poeti e pittori raffigurano il male fatto persona: la testa rasata, non per umiliarsi, ma per le conseguenze perniciose di un eczema o malattia della pelle che lo piagava in modo repellente; viscida la pelle trasudava e in alcuni punti essa mescolava la sporcizia alla malattia. Mentre lo osservavo, egli si ritrasse e la fronte bassa tendeva a corrucciarsi miseramente; gli occhi piccoli, ma vivaci si muovevano veloci, ora qui ora là, e sembrava che fossero in attesa di un nuovo male cagionato dalla mia presenza inaspettata e non voluta. Il naso adunco ed enorme faceva in modo che gli occhi fossero ancora più infossati e lontani. La bocca larga e sdentata sbavava, e con le mani luride egli si asciugava la saliv

