“Sì,” risposi. “Egli disse: elas elas lema sabachthani, che tu sai cosa significhi allora.” “Veramente elas non significa nulla in aramaico!” “Naela, vieni subito,” chiamò Claudia Procula. Le due donne parlarono fra loro e la serva confermò titubante il significato di quelle parole che però la sua padrona aveva mal pronunciato o mal inteso. “Eli eli lema sabachthani,” disse infine la serva dando un’ultima versione. “Sì,” tradussi in latino: “Dio mio, dio mio perché mi hai abbandonato, vorrai dire”. “Ecco, vedi pregava! Non una parola di odio verso di noi, verso i carnefici.” “Capisco! Ricordi altro?” chiesi. “No, null’altro devo dire…” “Disse qualcos’altro, parlò di sé… concentrati, è importante: vorrei capire,” insistei ancora. Claudia Procula esitò un poco poi come facendo uno

